Grazie!

Grazie!

Antonella, grazie mi sembra poco. È poco.
Tu hai scritto di avere recepito il maggiore dei miei intenti: raccontare di me per aprire riflessioni, essere specchio. 
È un onore esserti arrivata.
“Oltre le favole”. 
“Oltre le favole” è stata la capriola più difficile da scrivere, quella che mi ha richiesto più coraggio, ma il desiderio di chiamare le cose col loro nome spingeva forte, e così è nata.
Ti ho sentita vicina. 
Grazie!

E queste sono le sue parole, arrivate da Facebook.

Lo dicevamo qualche giorno fa, io e la mia amica d’anima e lettere, che a noi piace scrivere e condividere, e far conoscere e parlare di chi ci piace e che siamo felici, quando scriviamo di cose belle lette e di bellezza riconosciuta.

Julka, e te lo dico brevemente (perché sai che avrò e avremo più tempo di parlare della tua magia) ho letto il tuo libro in 24 ore. Ho letto delle tue capriole, così tanto simili alle mie; forse per questo il tuo libro mi ha chiamato. Il mondo di una donna e il diritto e il rovescio che deve affrontare, capriole che diventano ruzzoloni, capriole che finiscono bene e ti puoi rialzare, che tutto è a posto. La capriola che finisce bene è una rinascita (la palingenesi di cui parlo spesso), una cosa che solo le donne hanno. “La mia grande occasione si chiamerà ‘aria’, lo sa?”, lo scrivi tu in Missis Colibrì un nome carino per una cosa brutta (io lo chiamo diversamente, ma ho capito che siamo entrambe figlie di una “mater terribilis”); fai una capriola, fanne un’altra e falla finire bene, che così trovi una coppa d’aria alla fine, che poi trovi l’azzurro, che poi tocchi il Paradiso (un omone con i capelli lunghi che sembra un Cristo), che poi fai una figlia e la chiami come il colore del cielo, dell’aria.

Consiglio di leggere “Oltre le favole” subito, anche se è a pagina 59, a chi non capisce bene e/o da subito perché mettere “capriole” in un titolo. 
Il tuo libro è un viaggio che tu fai dentro di te, aiutando noi a farlo dentro noi stesse. Scordatevi che l’autobiografismo sia una noia, egocentrica e egoriferita: se ti specchi in un libro si è già in due, non è più solipsismo. Questo è il mondo di Julka, signore e signori, possiate goderne fino all’ultima goccia.

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