Di spaccature non ne voglio più

Di spaccature non ne voglio più

Due luci rosse dalle finestre di fronte. Il centro di Bologna è zitto come in estate. 
Io il mio centro l’ho dimenticato in un giardino, sul dorso di una tartaruga vecchia accampata su una roccia. Le case piccole tremano come le foglie quando c’è vento, eppure il vento non è forte questa sera, eppure tremano. Voglio pensare che il resto regga come una fortezza, che il tuo mal di testa ti abbandoni, che le erosioni abbiano il potere di modellarci nel modo giusto e che i continenti non si separino più, almeno finché abbiamo occhi per stare a guardare. Anelo vicinanze. Di spaccature non ne voglio più.

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